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Creatività, leadership e responsabilità sociale: intervista a Paola Iannone

Benvenuti e benvenute nella rubrica #MeeTheSpeaker, l’occasione giusta per conoscere meglio le professioniste parteciperanno a WomenX Impact il 18-19-20 Novembre 2021 al FICO Eataly Bologna e online.

La protagonista di questa intervista è Paola Iannone, Vicepresidente Marketing & Comunicazione di All4Labels, azienda leader nella produzione di etichette in tutto il mondo.

Sul tuo sito personale ti definisci una “leader creativa”: in che modo la creatività ti aiuta a essere una leader migliore e come mantieni vivo ogni giorno il tuo spirito creativo?

Essere creativi è un attitudine che passa attraverso il riconoscimento del valore dell’unicità di ogni singolo individuo. Dopo anni in cui la creatività è stata considerata una caratteristica “inferiore” all’interno della compagine dei team, oggi finalmente se ne riconosce il valore, non solo per la promozione dell’ innovazione ma anche per la brand equity.

Non si può promuovere una vera cultura del talento, senza valorizzare tutte le potenzialità, a volte nascoste, delle nostre risorse che attraverso piccole pratiche quotidiane possono arricchire di impatti significativi le loro attività, con nuove modalità creative, o semplicemente apportando bellezza nei loro compiti.

Tutti sono degli artisti, se adeguatamente supportati a esprimere liberamente le loro idee e a curare sempre con originalità  il proprio operato nelle comunità e nelle organizzazioni nelle quali si opera. Ma tutto questo va incentivato.

Quali sono gli aspetti del tuo lavoro come vicepresidente Marketing & Comunicazione di All4Labels che ti danno più soddisfazione?

La testimonianza della mia storia personale, come donna, che inseguendo una propria passione è riuscita a ottenere un prestigioso incarico nell’industria nella quale ho sempre lavorato mi gratifica molto. Essere una role model che possa con il mio ruolo ispirare altre ragazze, a seguire sempre le proprie passioni, a rigettare ogni semplice catalogazione precostituita dentro cliché da cui non ci si sente rappresentate mi spinge a comunicare la mia esperienza con maggiore enfasi. Tutte le singole interviste che rilascio sul tema della leadership femminile sono per loro, per ispirare e orientare, per incoraggiare e supportare, un percorso che oggi è possibile con impegno e tenacia, scegliendo sempre per sé con libertà e autodeterminazione. La costruzione di una vita piena di significato è come la costruzione di una strategia aziendale, dove ogni singolo passo deve essere volto a incontrare fedelmente i propri desiderata, cercando sempre di essere fedeli a se stessi, ai propri valori, e alle proprie inclinazioni.

 

Nel 2019 hai lanciato il format “Giraffe“: ci racconteresti la nascita e l’evoluzione di questo progetto?

La giraffa è una metafora di come vivo la mia leadership femminile in azienda. Le donne sono “animali resilienti” e come le giraffe vivono in ambienti altamente competitivi, dove sono ancora molto sentiti i pregiudizi e le discriminazioni. Ma con il collo lungo e i piedi ben piantati in terra, le giraffe sanno guardare lontano, perché senza una chiara visione di se non si possono raggiungere grandi risultati. Una giraffa non attacca senza motivo, ma quando questa creatura avverte il pericolo, è veloce e potente quando reagisce, con quella agilità tipica delle donne che hanno imparato negli anni a indossare mille cappelli, a vivere diversi ruoli (anche non retribuiti ) e a guardare sempre nel lungo periodo il giusto riconoscimento per se stesse.

I talk Giraffe sono nati come espressione del mio sentimento di responsabilità sociale, in particolare per il mezzogiorno, dove è ancora più complesso parlare di parità.

Il mio principale obiettivo è far incontrare i ragazzi e il mondo del lavoro, perché la comunicazione è fondamentale per orientare le nuove professione del domani, e offrendo con generosità si possono supportare molti giovani a restare nel territorio di origine.

 

Di cosa parlerà il tuo speech sul palco di WomenX Impact? È la tua prima volta su un palco di questo tipo?

Le prime volte che indeboliscono la nostra autostima, incrementando quella “sindrome dell’impostore” che ci fa ancora molte volte domandare se ci meritiamo veramente i ruoli che ci propongono.

La presenza delle donne in posizioni apicali è ancora così bassa che quando tocca a noi restiamo incredule, non “sediamo mai a quella sedia” con quella giusta dose di autostima che riesce a farci immediatamente eccellere nelle nostre performances. È una ricetta per gestire l’emotività, che non è un male assoluto, ma che deve essere dominata con i giusti esercizi di respirazione ma anche con quella consapevolezza che si siamo diverse e che questa è la vera bellezza della parità.

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