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FutureMe: l’empatia come strumento di empowerement

Novembre 20, 202111:00Innovation

Nell’immaginario collettivo, l’innovazione è sinonimo di grandi idee. Un’idea geniale frutto della mente del suo ideatore, un vero designer quindi, che diventa una sorta di deus ex machina in grado di portare l’impresa fuori dallo stallo grazie all’idea vincente sul mercato.
Ma non può essere così: le idee geniali si sciolgono sulla brace della realtà, di Steve Jobs ne nasce uno su un milione, e le persone pronte a sacrificare tutto per raggiungere il loro obiettivo non sempre hanno un impatto positivo.
Ma come cambiare le cose? L’innovazione richiede soprattutto un cambiamento di approccio che permetta la nascita delle idee che funzionino. Per fare questo abbiamo bisogno, oggi, di attrezzi intangibili, di metodi che aiutino. E proprio il design ha generato uno dei metodi più utilizzati oggi per fare innovazione: il design thinking.
Il design thinking, o human-centered design come lo definisce Tim Brown, CEO di IDEO, ci permette di creare soluzioni che soddisfano i bisogni reali delle persone progettando prodotti e servizi innovativi che guardano al futuro. Che è un passaggio tutt’altro che scontato: unire le necessità percepite (qualcosa di molto concreto) con una risposta che oggi non esiste (qualcosa di decisamente ideale).
Il primo passo fondamentale di questa metodologia è l’empatia.
E se risulta fondamentale entrare in empatia con gli utenti quando si progettano soluzioni per soddisfare le loro esigenze, potremmo allora prendere decisioni migliori per il nostro futuro entrando in empatia con il nostro io di domani?
Provare a immaginarlo è solo l’inizio. Faremo questo esercizio insieme.

Speakers

Lucilla Fazio

Strategist & Innovation Manager @ Tipic

Event Info

  • Giorno 3
  • 11:00 - 11:20
  • Sala 2
  • Innovation