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I bias di genere esistono ancora? Il caso di “Imagine”

Pensi di essere immune ai bias di genere?

Immagina una persona vestita in modo elegante, sta camminando con passo sicuro per andare nel suo ufficio, quello con la vista migliore. Ripensa alla promozione appena ricevuta a General Manager e mentre attraversa il corridoio, tutti gli impiegati salutano con sguardo di ammirazione.

Stai immaginando un uomo?

È proprio sul concetto di immaginare che si basa la campagna pubblicitaria creata da CPB London, agenzia creativa di Londra, lanciata nella Giornata internazionale della donna.

 

 

In collaborazione con il centro di ricerca Perspectus Global hanno valutato come i bambini sono ancora affetti da pregiudizi di genere inconsci.

La diffusione della campagna è avvenuta tramite poster sparsi per le città, in cui viene chiesto se si sta immaginando un uomo o una donna in un ruolo specifico, evidenziando come la maggior parte delle persone sia ancora affetta da pregiudizi di genere inconsci.

Lo studio, condotto a febbraio 2022 da Perspectus Global, ha come campione di ricerca 1.000 genitori di bambini di età compresa tra 5 e 11 anni e 1.000 bambini in quella fascia di età, tutti con sede nel Regno Unito.

I risultati emersi:

La ricerca ha rivelato che il 39% dei bambini intervistati pensa che “le mamme dovrebbero prendersi cura dei bambini e fare tutte le faccende domestiche” con il 38% che concorda sul fatto che “i papà dovrebbero andare al lavoro”.

Il 45% crede che la figura dell’infermiere sia sempre rappresentata da una donna, mentre il 22% crede che la figura del medico sia rappresentata da un uomo.

Il 60% dei bambini pensa che essere un idraulico o un elettricista sia un lavoro da uomo e quasi la metà ha detto che gli uomini sono sempre più competenti come ingegneri rispetto alle donne.

3 genitori su 10 hanno dichiarato di dover spiegare al proprio figlio che uomini e donne possono fare lo stesso lavoro.

Inoltre, 3 genitori su 10 hanno ammesso che ci sono state molte volte in cui il loro bambino aveva espresso convinzioni che rafforzano gli stereotipi di genere dannosi.

Dai risultati evidenziati dalla ricerca, possiamo constatare come la società attuale sia ancora molto lontana dall’eliminare i bias di genere, che rappresentano solo la punta dell’icerberg.

Infatti, il problema più grande alla di stereotipi e dei bias di genere  è il patriarcato.

Ma cosa potremmo fare di concreto in qualità di individui per fare dei passi avanti e raggiungere una migliore consapevolezza su come comunicare in modo inclusivo?

Per comunicare in maniera più inclusiva è necessario sforzarsi di comunicare senza stereotipi, bias di genere né tanto meno discriminazioni che possano offendere o far sentire qualcuno escluso.

Sembra facile a dirsi ma non a farsi, gli stereotipi ci accompagnano fin da quando siamo bambini, fin da quando sappiamo che rosa è femmina e azzurro è maschio senza che nessuno ce lo abbia insegnato. I bias di genere sono così tanto interiorizzati in noi che a volte siamo inconsapevolmente condizionati da essi.

Ecco 3 consigli per combattere i bias di genere:

  1. Fai una analisi su te stess*, pensi di avere qualche pregiudizio inconscio?
  2. Rifletti a quello che dici quando parli: a volte utilizziamo modi di dire o frasi fatte antiche e retrograde che però perpetuano un messaggio sessista. Ad esempio: “È proprio una donna con gli attributi”, “Donna al volante pericolo costante”, “Piangere è da femmina”
  3. Parlane ad amici e famiglia e proponi di fare lo stesso

Giorgia Pitino

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