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Pillole di psicologia positiva #5: ottimisti si nasce o si diventa?

Questo articolo fa parte di Pillole di psicologia positiva, una rubrica a cura di Costanza Gallina, Formatrice di Soft Skills e Coach del Potenziale, per diffondere idee e strategie per promuovere il benessere personale e la felicità.

“Le persone più felici non hanno necessariamente il meglio di ogni cosa,
 traggono soltanto il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.”
Paulo Coelho

Che cosa significa ottimismo?

Ottimismo significa coltivare la propria carica vitale, imparare a gestire i momenti di down, affrontando i problemi senza farsi schiacciare da essi per creare positività e mantenere lo sguardo rivolto al futuro.

Essere ottimista significa vedere il lato positivo delle situazioni, pensare e credere che a tutto ci sia una soluzione, avere fiducia in se stessi, nelle proprie capacità e nel proprio potenziale.

Sicuramente l’ottimismo non è la soluzione a tutti i problemi, ma è un’attitudine, è agire con serenità e forza d’animo, con resilienza.

Diceva Harry Truman: “Un pessimista è uno che crea difficoltà dalle sue opportunità e un ottimista è chi crea opportunità dalle sue difficoltà.”

Il metodo ABCDE

Imparare l’ottimismo non è difficile: richiede sforzi, ma è possibile anche se durante l’infanzia non si sono avute delle figure adulte che ce lo hanno insegnato. Per farlo è possibile iniziare dal metodo ABCDE, progettato dal fondatore della Psicologia Positiva, Martin Seligman.

ABCDE è l’acronimo dei 5 passaggi necessari per smontare ogni tipo di pensiero negativo.

A= avversità che abbiamo nella nostra vita;
B (dall’inglese belief) = credenze che abbiamo sulle nostre avversità;
C= conseguenze dei nostri pensieri;
D= mettere in discussione i nostri pensieri negativi;
E= energia positiva, quell’energia che scaturisce in noi quando capiamo che possiamo farcela;

La forza di volontà gioca un ruolo indispensabile e fondamentale: è ciò che ci serve per superare i nostri limiti, per credere in noi stessi, per portare in luce il nostro potenziale.

La positività, l’ottimismo sono strategie vincenti per sviluppare il benessere personale, imparare a vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto aiuta davvero e ci permette di convivere più facilmente con lo stress.

Tutti noi possiamo diventare più ottimisti, partendo dalle nostre frequentazioni: incontrare persone positive fa bene alla nostra salute mentre allontanarci dalle persone negative, o meglio ancora, coinvolgerle nel cambiamento che potrebbe portare loro beneficio sono due soluzioni valide.

Come allenare l’ottimismo?

Sicuramente la scuola e l’università potrebbero fare moltissimo per promuovere la Psicologia Positiva ma ci sono strategie più semplici:

  • Imparare a ridere di più: la risata è un antistress potentissimo;
  • Allenarsi alla gentilezza, sia nei propri confronti sia nei confronti delle altre persone;
  • Ripetere frasi positive come “ho fiducia in me, posso superare le difficoltà e ricominciare”, tutte le volte che ne hai bisogno;
  • Scrivere un elenco di fattori disfunzionali nella nostra vita e capire quali strategie mettere in atto per vedere il lato positivo anche delle situazioni più spiacevoli.

In conclusione, bisogna ricordare che l’ottimista è una persona assolutamente realista: chi invece è ottimista a prescindere dalle circostanze vive in un’illusione che tende a danneggiarlo.

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