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Pillole di psicologia positiva #2: la ricetta del cambiamento

Questo articolo fa parte di Pillole di psicologia positiva, una rubrica a cura di Costanza Gallina, Formatrice di Soft Skills e Coach del Potenziale, per diffondere idee e strategie per promuovere il benessere personale e la felicità.

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, recita una delle frasi più famose pronunciate da Gandhi.

Eppure, il cambiamento è faticoso: bisogna volerlo veramente oppure alla prima difficoltà che ti si presenterà non troverai dentro di te la motivazione che ti spingerà a perseguire l’obiettivo che ti sei dato.

Gli obiettivi che ci prefiggiamo sono il carburante che ci fa muovere, proprio come la benzina per le automobili.

Per questo, il vero cambiamento parte dall’interno, da una spinta motivazionale intrinseca e  richiede:
1. Una durata prolungata nel tempo
2. Una buona dose di persistenza e tenacia
3. L’esistenza di una motivazione personale
4.  Il rifiuto dell’imitazione degli altri.

Esercizi per accogliere il cambiamento

Ma come fa a scoccare la scintilla del cambiamento?

La scintilla scocca quando riusciamo a risalire alle origini degli eventi, dei pensieri, delle nostre emozioni.

  • Un buon esercizio per farlo è tenere un quaderno dove annotare le tue emozioni e i tuoi stati d’animo. Solo quando si comprende la fonte si può trovare poi una strategia per cambiare, prendendo la distanza da se stessi.

 

  • Un altro suggerimento è quello di allenarti a stare in una stanza senza distrazioni, fissare un’immagine positiva (un quadro o una fotografia, per esempio) e cercare di rivederli il più a lungo possibile. In questo modo ti creerai delle “ancore positive” a cui agganciarti nei momenti di “down”. Successivamente potrai staccarti da queste ancore visive per imparare a concentrati solo sul tuo respiro.

Questi esercizi ti permetteranno di rafforzare la tua mente, il tuo pensiero.

Ribaltare il paradigma

Dopo aver svolto questi esercizi, prenditi una decina di minuti e chiediti:

1. Quali sono i miei punti di forza?
2. In che cosa potrei migliorare?
3. Ho avuto più difficoltà a rispondere alla prima o alla seconda domanda?

Molte persone trovano maggior facilità nel rispondere alla seconda domanda.

Il motivo è semplice: conosciamo molto meglio cosa non non ci piace in noi (il nostro atteggiamento, il nostro carattere) e tendiamo invece a non dare spazio a cosa invece ci rende speciali e alle nostre potenzialità, ovvero a ciò su cui dovremmo investire per aumentare in maniera esponenziale il nostro benessere.

Il nostro cambiamento deve partire da qui: da un nuovo paradigma. Dalle nostre potenzialità e dalle nostre sensazioni.

Cosa fare se il cambiamento non arriva?

Il cambiamento richiede tempo. Bisogna mantenere la calma e non lasciar vincere il nervosismo.

Ogni volta che ti trovi in difficoltà, ricordati di ribaltare il paradigma di partenza della tua vita da:

Perché non mi sento bene? Perché sono così stanco e scontento?

a:

Dove ho provato soddisfazione oggi? Come posso potenziare i momenti piacevoli che ho vissuto?

Non dimenticare che i nostri talenti fanno la differenza, sono preziosi e abbiamo il dovere di lavorare su noi stessi per portarli in luce e fare in modo che siano utili alla nostra vita e a quella degli altri.

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