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Nonostante le difficoltà, cresce il numero di imprese guidate da imprenditrici under 35

Segnali incoraggianti dall’Osservatorio per l’Imprenditorialità femminile di Unioncamere, soprattutto per le giovani generazioni. Nei primi tre mesi del 2021 sono risultate in crescita le imprese delle under 35 se paragonate allo stesso periodo del 2020. Le cifre,  diffuse dall’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, vedono un fiducioso spostamento dalle 26044 aziende nate lo scorso anno fino a quota 26299.

Cosa migliorare?

Un segno positivo ma poco sostanzioso, come ha commentato alla stampa Giuseppe Arleo, coordinatore dell’Osservatorio Next Generation Eu. Una realtà afferente al think tank  Competere.eu, nato nel 2013 proprio per fare chiarezza sui temi social, attraverso la ricerca e il confronto.

“Secondo l’ultimo scenario – ha aggiunto Arleo – le donne guidano un milione e 330 mila imprese, appena il 21,97% del totale. Una percentuale che cresce in regioni come il Molise e la Basilicata, dove si supera il 25% mentre, quantitativamente, il numero complessivo è maggiore in Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia”. La richiesta, a più voci, è di incentivi ad hoc per le pari opportunità e di un’agevolazione dell’inclusività nel mondo dell’impresa.

“La situazione è ancora grave- conclude Arleo-  perché mortifica capacità e competenze subendo un retaggio culturale non del tutto evoluto”.

Un clima difficile

Non finisce mai di stupire l’estensione delle discriminazioni, presente purtroppo in maniera trasversale nella società. Un’atmosfera che non facilita l’investimento del e sul women empowerment. Anzi, attraverso i social sono veicolati di frequente messaggi di odio.

Di recente Amnesty International ha analizzato una serie circoscritta di post e tweet riscontrando come più di 1 su 10 sia gravemente offensivo e rientri nel cosiddetto hate speech. Cornice in cui si colloca il “sessismo da tastiera” che colpisce la libertà altrui nelle scelte quotidiane e nelle decisioni riguardanti la propria vita. Vengono lesi i diritti fondamentali portando, in alcuni eccessi, a forme di violenza, verbale e fisica.

 

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